Import Export in Francia

Alcuni dati della bilancia commerciale francese evidenziano l'inevitabile contraccolpo subito da un paese che commercia prevalentemente con l'Europa e che, quindi, risente di una crisi congiunturale. Vi sono però settori che restano trainanti

Inutile nasconderselo: la crisi si è fatta sentire anche qui e la bilancia commerciale francese (il suo import export) non potevano non risentirne. Del resto la Francia ha un commercio, come vedremo, in larga misura n ambito europeo; quindi era utopistico pensare che non risentisse, in qualche modo, della sfavorevole congiuntura.
Gli ultimi dati disponibili si riferiscono ancora all'ultima parte del 2012 in cui l'import export segnavano un passivo di 5,3 miliardi di euro con un ammontare dell'export che, nel mese di agosto (mese preso a riferimento) ammontava a circa 38 miliardi euro a fronte di importazioni che hanno raggiunto la cifra di 43 miliardi. A pesare è il finanziamento del debito pubblico di quella che resta comunque la seconda economia europea: attualmente il costo per questo finanziamento ha una rendita di circa il 2%, certo quasi la metà di quello che costa all'Italia ma, in ogni caso, la Francia deve stare attenta ai suoi conti.

Una delle zone della Francia che sta segnando i primi dati relativi ad una certa ripresa è quella che comprende le Alpi Marittime e l'Alta Provenza e Costa Azzurra: questa regione, oltre a positivi segni legati al turismo, ha fatto segnare un interscambio con l'estero in crescita di circa il 28% rispetto al 2011 ( i dati sono fermi ovviamente al 2012). Il 32% di questi scambi commerciali si registra con l'Europa e, nello specifico del commercio con l'Italia è composto da prodotti chimici, cosmetici, prodotti siderurgici, prodotti petroliferi e materie plastiche. In queste aeree le vere eccellenze dell'export sono l'area di Grasse per la cosmetica, quella di Sophia-Antipolis per le biotecnologie e di Cannes per le infrastrutture aerospaziali.

Un settore in cui la Francia è sempre stata leader nelle esportazioni è quello delle armi che però ha subito una leggera contrazione nel 2012 giunta dopo un 2011 in cui si era invece registrata una crescita. Le aree in cui la Francia esporta maggiormente questo tipo di tecnologia avanzata sono l'Asia (che assorbe circa il 40% delle esportazioni) e i paesi del Golfo Persico con un onorevole 16%.

In ogni caso il commercio francese, quindi il suo import-export, restano tra i più importanti al mondo: il paese si aggira attorno al sesto posto in termini di esportazioni. I prodotti che maggiormente contribuiscono al commercio estero sono equipaggiamenti per trasporti, materiale aereo, prodotti farmaceutici e, naturalmente, prodotti gastronomici, vini in testa: nel corso del 2012 la Francia ha esportato vino per oltre 7 miliardi di euro (basti pensare che l'Italia si è fermata a 4,6) con un +11% su base annua.



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