Italiani in Francia

Gli italiani cominciarono presto a far sentire la loro presenza in Francia, addirittura in epoca medioevale. Una lunga storia di emigrazione, cambiata nel tempo in termini numerici e sociali ma che non si è mai del tutto fermata

La storia dell'emigrazione italiana in Francia è lunga ed articolata. In attesa di dati recentissimi sulla composizione sociale dei nuovi emigrati italiani in Francia, ci pace presentare una panoramica su ciò che è stato, e in parte è ancra, questo fenomeno. Intanto cominciamo con il dire che, secondo il Rapporto Italiani nel mondo 2010 della Fondazione Migrantes, gli italiani in Francia sarebbero oltre 370000 e, secondo uno studio del Circe della Sorbona sarebbero circa 4 milioni i francesi con ascendenze italiane. Insomma, i legami sono indubbiamente forti.

La storia degli italiani in Francia possiamo farla cominciare già in epoca rinascimentale: seppure limitata ad artisti e mercanti, questa sorta di emigrazione d'elite è uno dei primi segni della presenza italiana sul suolo francese. Una presenza che risale già ai primi decenni dell'anno 1000 in cui cominciarono a spatriare in Francia molti "banchieri" italiani. Alcuni di loro fecero una gran fortuna oltralpe, come il piacentino Aguinolfo degli Arceli che, attorno al 1300 divenne l'uomo più ricco di Parigi.

Arriviamo direttamente alla seconda metà dell'800, momento in cui l'emigrazione italiana in Francia divenne decisamente massiccia. Secondo alcuni censimenti dell'epoca ben 63000 italiani risiedevano in Francia su una popolazione straniera complessiva di circa 380000 persone. La cifra continuò a salire fino al 1881 quando raggiunse la ragguardevole entità di 240000 persone. Dopo un temporaneo rallentamento, si arriva agli inizi del '900, anni in cui quella italiana divenne addirittura la comunità straniera più numerosa. In quegli anni gli italiani andarono a costituire la maggior parte di manodopera nei settori agricolo, edile e minerario.

Con l'affermarsi del regime fascista l'emigrazione italiana in Francia cominciò a cambiare fisionomia passando da un emigrazione di tipo lavorativo ad una di tipo politico (cosa che riprese anche negli anni '70 quando alcuni terroristi italiani si rifugiarono in Francia). Nel 1931 gli italiani in Francia erano addirittura oltre 800000. L'andamento emigratorio italiano proseguì poi con alti e bassi per tutti gli anni '80.

A cambiare è stata, nel corso dei decenni, anche la tipologia dell'emigrazione: agli inizi del '900 a emigrare erano soprattutto operai; con l'arrivo del boom economico si affacciarono sul suolo francese lavoratori sempre più qualificati che acquisirono grossi successi soprattutto nel settore del commercio e in quello della ristorazione. Oggi, molti degli italiani che se ne vanno in Francia sono professionisti dell'IT, ricercatori nel campo delle biotecnologie, ingegneri e operatori del settore assicurativo-finanziario.

Qualcuno ha tentato anche di delineare una classificazione regionale degli italiani in Francia: tra la fine dell'800 e gli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale erano soprattutto le regioni del nord a dare il maggior numero di emigrati. In testa, anche per vicinanza geografica, i piemontesi seguiti dai toscani, dai lombardi e dai veneti. Dopo la guerra aumentarono, di molto, gli emigrati provenienti dal sud, in particolar modo siciliani e pugliesi. Le città maggiormente attrattive per gli italiani sono sempre state Parigi, Marsiglia, Lione, Nizza e Grenoble dove, nel 2007, erano presenti ben 40000 abitanti di origine italiana.



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